Quando é necessario lo studio agli elementi finiti dei ponti termici

CB2_infraredon le nuove norme UNI-TS 11300 viene definitivamente eliminata dalla normativa nazionale la possibilità di calcolare il fabbisogno di un edificio considerando in modo forfettario l’effetto dei ponti termici. Di fatto quindi è ora obbligatorio anche per gli edifici esistenti  inserire puntualmente i ponti termici utilizzando la loro trasmittanza termica lineica.

Tale valore può essere ricavato da abachi che però hanno un campo di validità limitato e considerano solo alcune tipologie di ponte termico. Negli altri casi é necessario ricorrere alla modellazione del nodo agli alimenti finiti che può essere effettuata con vari software tra i quali citiamo ad esempio Iris distribuito da ANIT che permette un calcolo relativamente rapido per numerose geometrie pre impostate o Therm del Dipartimento di Energia degli Stati Uniti che consente di modellare una sezione a piacere.

Ma quali sono i vantaggi della modellazione agli elementi finiti?

In primo luogo è evidente che il calcolo così svolto porta ad una maggiore accuratezza del calcolo, che è utile soprattutto per gli edifici nuovi o sottoposti a ristrutturazioni rilevanti. Un’altro vantaggio sta nella possibilità di  verificare la temperatura superficiale degli elementi per capire se ci si trova in condizioni che possono portare alla formazione muffe.

Negli edifici esistenti inoltre la modellazione agli elementi finiti dei ponti termici può servire a meglio comprendere i difetti esistenti dell’involucro edilizio ed a simulare le soluzioni progettuali prima di metterle in atto.

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  1. […] valutare l’effetto sul ponte termico ho modellato agli elementi finiti, con il programma Therm Finite Element Simulator, quattro […]

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